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Metodologie naturopatiche

La Spagyria è una tecnica di preparazione di fitoderivati molto antica, che ha le sue radici nell’Alchimia.

Il termine Spagyria deriva dal greco “spao” che significa separare, dividere, e “agheiro”, che significa collegare, unire. Infatti la Spagyria consiste proprio in questo: nel separare i principi della pianta, purificarli e poi riunirli.

La preparazione dei rimedi spagyrici segue regole ben precise, che prendono  in considerazione anche i cicli della Natura, (circadiani, lunari, stagionali, ecc.), in modo da poter essere rimedi in armonia con il Tutto e quindi perfettamente adatti all’essere umano.

I rimedi spagyrici dunque non sono solo dei fitoderivati, ma sono molto più potenti, e perciò non agiscono solo sul piano fisico, ma anche su quello energetico.

Considerata la loro tecnica di preparazione, i rimedi spagyrici sono costituiti sia dalle sostanze organiche della pianta che da quelle inorganiche, come i sali minerali e gli oligoelementi.

La Spagyria è un’importante metodica a disposizione del Naturopata che vuole lavorare sia sul piano fisico che su quello energetico e può essere applicata in associazione alla teoria della medicina tradizionale cinese per riequilibrare le  logge energetiche in disequilibrio.

Tra i rimedi floreali, i primi e più famosi sono i fiori di Bach, scoperti e formulati dal medico inglese Edward Bach nei primi del Novecento.

Egli intuì che il fiore è la parte più evoluta della pianta e che quindi un rimedio estratto da un fiore poteva agire sulle emozioni.

Durante la sua vita Bach individuò 38 rimedi, che agiscono sui diversi stati emozionali dell’animo umano: la paura, la tristezza, l’ansia, ecc.

I rimedi floreali sono dunque degli estratti idroalcolici, (prodotti con molta cura e secondo un preciso metodo), che agiscono sul piano emotivo di una persona.

Compito del Naturopata è quello di individuare il fiore o la miscela di fiori idonei per lavorare sullo stato emozionale “negativo”. I fiori aiutano così la persona durante il percorso naturopatico a trasformare le emozioni “negative”, che gli causano malessere e disagio, in emozioni “positive”. Quella che avviene è dunque una vera e propria trasformazione emozionale.

Capita che l’emozione manifesta sembri subito corrispondere ad un fiore, ma occorre fare molta attenzione, perché spesso accade che l’emozione di fondo, quella più profonda, sia in realtà un’altra e sia dunque necessario un fiore diverso da quello immediatamente valutato.

Per questa ragione, e per il profondo rispetto che le nostre emozioni richiedono, occorre scegliere accuratamente i rimedi floreali da usare, per accompagnare la persona lungo il suo percorso verso la consapevolezza.

La Riflessologia Plantare è una tecnica naturopatica che considera il piede una zona del corpo in cui si riflettono tutte le parti costituenti l’organismo. Ogni precisa area del piede corrisponde ad una precisa zona del corpo e ad un organo, e trattando manualmente quella precisa area si lavora sul corrispondente organo.

Questa tecnica non permette solo di lavorare sul sintomo, ma di individuare dove risiede la causa, consentendo di lavorare direttamente lì, in modo da risolvere il problema alla radice.

Il piede registra i disturbi energetici e disfunzionali prima che questi diventino malattie, dunque la riflessologia plantare permette al Naturopata di lavorare sul terreno della persona e di fare prevenzione.

Per mezzo della riflessologia plantare il Naturopata può valutare lo stato di salute globale dell’individuo ed effettuare un trattamento per riportare l’equilibrio sul piano fisico, energetico ed emotivo.

Gli olii essenziali sono miscele complesse di numerose sostanze organiche volatili differenti tra loro. Più precisamente, sono il prodotto del metabolismo secondario delle piante e tali olii vengono perciò generati ed immagazzinati in varie parti a seconda del tipo di pianta (ad esempio foglie, fiori, frutti, ecc.)

Gli olii essenziali vengono estratti dalla pianta in questione e sia la parte utilizzata che la modalità di estrazione dipendono dal tipo di olio essenziale che si vuole ricavare.

Il tipo di olio essenziale da usare va scelto in base all’effetto che si vuole ottenere.

Gli olii essenziali possono svolgere la loro funzione benefica sia mediante inalazione (aromaterapia) che come integratori alimentari ed hanno la capacità di agire sia sul piano fisico che sul piano energetico e psico-emotivo.

Gli oligoelementi sono elementi che nel nostro organismo sono presenti in tracce e quindi si trovano fisiologicamente a concentrazioni molto basse. Eppure la loro funzione è vitale, poiché sono costituenti di molecole essenziali, quali ad esempio gli ormoni, le vitamine e gli enzimi, e garantiscono dunque ai nostri processi di regolazione interni di funzionare correttamente e di mantenere quell’equilibrio dinamico comunemente noto come omeostasi.

Alcuni oligoelementi sono il manganese, il rame, lo zinco, il cobalto, ecc.

Questi minerali agiscono inoltre in perfetta sinergia tra loro e la carenza di uno può portare alla carenza di un altro.

Un’insufficienza di oligoelementi può quindi causare turbe metaboliche.

Con gli oligoelementi è possibile trattare in modo molto efficace il terreno di una persona e i disturbi disfunzionali, che possono costituire un’anticamera per le malattie.

Gli oligoelementi come integratori naturali fanno sì che i minerali carenti vengano introdotti nell’organismo in una forma ionizzata e biodisponibile, in grado perciò di ripristinare le fisiologiche attività metaboliche.

Gli oligoelementi non agiscono solo sul piano fisico, ma anche su quello energetico e psichico, ripristinando dunque lo stato di salute dell’organismo su differenti livelli.

I fitoderivati sono rimedi naturali derivati dalle piante.

La Natura è Madre e matrice di vita ed è anche il più grande laboratorio chimico che possiamo trovare. Essa ci mette a disposizione tutto quello di cui abbiamo bisogno per vivere in equilibrio ed armonia con noi stessi e ciò che ci circonda.

Il Naturopata Sebastian Kneipp disse che esiste un’erba per ogni nostra esigenza ed è realmente così. Le piante sono una fonte preziosa di sostanze benefiche.

Per la scelta di un fitoderivato, volto ad ottenere determinati effetti, occorre sempre considerare la parte di pianta più idonea (foglie, semi, radici, ecc.) ed il metodo estrattivo adatto. Si parla quindi di soluzioni acquose, idroalcoliche, gemmoderivati, estratti secchi, ecc.

Oggi la scienza ci aiuta molto ad individuare il fitoderivato appropriato, poiché grazie alle più avanzate tecniche analitiche chimiche siamo in grado di conoscere la composizione chimica delle sostanze contenute nelle piante e quindi i metodi di trattamento che consentono l’estrazione delle sostanze identificate come principi attivi. Sempre ricordando che non è l’isolamento di uno o due principi attivi che apporta benefici, ma la sinergia che si crea tra tutte le sostanze chimiche presenti nella pianta.

I fitoderivati agiscono sul piano fisico della persona e vengono utilizzati dal Naturopata per la cura del terreno e dei disturbi funzionali.

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